CHIRURGIA

Chirurgia come esperienza e impegno

 
 Prof. Marco Gambacciani - ginecologo - CHIRURGIA MININVASIVA

Tecniche conservative e mininvasive; interventi attenti all'integrità della paziente.
Non ho mai avuto dubbi sulla mia scelta professionale.
Ero affascinato sia dalla chirurgia che dall’endocrinologia e per me è stato naturale scegliere di diventare ginecologo. Subito dopo la laurea ho seguito con particolare interesse l'endocrinologia ginecologica, ma poi, con il tempo, ho seguito un percorso che mi ha portato ad accumulare esperienza ed a perfezionarmi nella chirurgia.

Per il Ginecologo oggi l’attività di prevenzione e le terapie mediche oggi hanno un ruolo importante come l’attività operatoria. E nella chirurgia oggi è prioritario mantenere al massimo l'integrità fisica delle pazienti, evitando tecniche eccessivamente ed inutilmente invasive.

Un esempio: la causa più frequente di intervento ginecologico è la comparsa di flussi mestruali abbondanti, emorragici.
La Menorragia o mestruazione abbondante è uno dei disturbi più comuni nella donna, soprattutto negli anni che precedono la menopausa.
Può causare un’anemia importante con stanchezza, scarsa concentrazione, alterazioni del tono dell’umore e della sessualità. La prima cosa che il ginecologo deve fare è consigliare e rassicurare adeguatamente la paziente.

Dobbiamo enfatizzare alla donna che in oltre il 50% delle pazienti con menorragia recidivante l’utero presenta all'esame istologico un endometrio normale. Per questo non è indicato in prima istanza un intervento di isterectomia ed è fondamentale fare una diagnosi precisa sulle cause. Solo a questo punto il ginecologo può proporre le possibili terapie mediche, informando circa gli insuccessi e le eventuali controindicazioni alle stesse.

Nel frattempo alla paziente devono essere illustrate le possibili alternative di tipo chirurgico. Nei casi in cui la diagnosi ecografica e isteroscopica mostri la presenza di patologie uterine, l’opzione terapeutica è principalmente rivolta alle terapie chirurgiche mininvasive: isteroscopia operativa (polipectomia, miomectomia, ablazione endometriale) o laparoscopia operativa, ricorrendo alla terapia chirurgica demolitiva (isterectomia) unicamente nei casi in cui non c’è un’alternativa terapeutica. In questi casi deve essere privilegiata la via vaginale.

L’isterectomia per via vaginale è proprio una tecnica mininvasiva per l’assenza di danno estetico e la velocità di recupero funzionale. La terapia chirurgica "mirata" deve essere offerta come seconda scelta anche alle pazienti in cui il trattamento medico fallisce o non è pienamente efficace.

Comunque, prima di arrivare all’isterectomia (uno degli interventi chirurgichi più “abusati” in tutto il mondo) vi è una serie di scelte mediche e chirurgiche che permettono di evitare oltre la metà delle asportazioni dell’utero. Per tutto questo è necessario un team affiatato di ginecologi con specifiche competenze ecografiche, isteroscopiche, laparoscopiche che con un lavoro di equipe può dare alla donna la migliore risposta.

Oggi credo che da soli non si vada da nessuna parte, è sempre più necessario circondarsi di persone specializzate, potenziare la capacità di lavorare insieme nell'interesse del paziente


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LAPAROSCOPIA

La laparoscopia è un procedimento chirurgico che permette l'osservazione della cavità addominale (e l'esecuzione di interventi) grazie a l'aiuto di una telecamera e di alcuni strumenti, inseriti attraverso piccolissime incisioni (da mezzo cm a un cm).
Le incisioni sull'addome, a seconda del tipo di intervento, possono essere 3 oppure 4; di queste una viene sempre eseguita sulla cicatrice ombelicale, risultando in tal modo invisibile. Particolare cura viene comunque dedicata anche alle altre incisioni che, per le loro piccole dimensioni diventano impercettibili.

La possibilità di operare senza le classiche incisioni chirurgiche è resa possibile anche dalla dilatazione della cavità addominale mediante insufflazione di anidride carbonica; tale dilatazione permette di muovere al suo interno gli strumenti chirurgici.

Laparoscopia diagnostica
La laparoscopia diagnostica trova la sua maggiore applicazione per lo studio delle cause del dolore pelvico cronico e dell'infertilità .
La visione diretta della parte inferiore della cavità addominale (scavo pelvico) permette di evidenziare alterazioni a carico di utero, tube e ovaie.

E' l'unica metodica che permette di fare diagnosi certa di endometriosi.
Durante la laparoscopia è inoltre possibile far passare del colorante attraverso le tube per verificarne la pervietà (cromosalpingoscopia).

Laparoscopia operativa
In ginecologia si possono eseguire la maggior parte degli interventi con la laparoscopia operativa. Le cisti ovariche, la gravidanza extrauterina vengono oggi affrontate in laparoscopia nella quasi totalità dei casi. Le indicazioni e i limiti sono comunque e sempre funzione del quadro clinico specifico di ogni singola paziente.

Per quanto riguarda l'endometriosi ed il dolore pelvico cronico che spesso ne consegue, gli interventi più frequenti sono l'enucleazione di cisti e la lisi di aderenze , che possono "attaccano" gli organi fra loro ed alla parete addominale.

Vantaggi
Precoce ripresa post-operatoria.
Minore dolore post-operatorio.
Minore ospedalizzazione.
Trattamento meno invasivo.
Svantaggi
Maggiori tempi operatori (solo per alcuni interventi).

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